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Ramezzana: 'Disertata la messa in suffragio di Luigi Barbesino'


Ramezzana: 'Disertata la messa in suffragio di Luigi Barbesino'



Lo storico dei colori nerostellati: 'Nessun esponente dell'Fbc Casale e del Comune a ricordare il capitano dello scudetto'

Da Giancarlo Ramezzana, appassionato storico del Casale calcio (un suo nuovo libro sta per essere a breve pubblicato, in occasione del centenario dello scudetto), riceviamo e pubblichiamo questa lettera: “Caro Direttore, prima di scrivere queste righe ho riflettuto per diverse ore poi ho deciso che bisognava far sapere che ancora una volta, si è persa l’occasione per meritarsi di essere gli eredi del ricordo di quei campioni che da cent’anni ci fanno vantare di essere stati Campioni d’Italia nel lontano 1914”.
“Del Casale – prosegue Ramezzana – ci si riempie la bocca quando si tratta di farsi belli ma quando si chiede una prova tangibile di questo attaccamento ai suoi colori ci si eclissa e chi si è visto... s’è visto. Domenica 20 aprile era il 73° anniversario della scomparsa in guerra del Maggiore pilota della R.A. Luigi Ferdinando Barbesino, capitano indiscusso e carismatico di quell’undici la cui maglia per bellezza non ha eguali nel firmamento calcistico”.
“Era la Pasqua del Centenario dello scudetto ed era pertanto l’occasione unica per ricordare con una preghiera questo grande nostro campione e per questo motivo mi sono permesso di fare celebrare due messe di suffragio: una a Casale Monferrato sua città natale, l’altra in una chiesetta della lontana Sciacca, località da dove partì per il suo ultimo volo in quel lontano 20 aprile 1941. Il bisettimanale 'Il Monferrato', mostratosi sensibile a questa iniziativa e di questo ringrazio il suo Direttore, nell’edizione di venerdì 18 aprile a pagina 10 su quattro colonne sotto il titolo: “Nel Centenario Domenica 20 aprile celebrazione all’Addolorata – Una messa per capitan Barbesino” informava, che la funzione si sarebbe svolta alle ore 18 e che sarebbe stato gesto gradito che a questa ricorrenza partecipassero tutti coloro per i quali i colori “nerostellati” rappresentano  qualcosa che va ben oltre il valore strettamente sportivo. Conclusione i casi sono due: o la gente sportiva non legge il giornale, cosa che non credo o i colori “nerostellati” rappresentano poco o niente”.
“Io opto per la seconda ipotesi! In chiesa un folto numero di fedeli, forse qualche tifoso anonimo ma nessun dirigente che rappresentasse per almeno cinque minuti “pro forma” il neo F.B.C. Casale, nessuno che rappresentasse in forma ufficiale (sempre per cinque minuti) il Comune e nessun organo di stampa . Un vecchio detto casalese dice: “mej poc ma bon” ed i “bon” di questa funzione desidero ringraziarli con tutto il cuore per essere intervenuti e citare i loro nomi  credendo di fare cosa gradita a capitan Barbesino”.
“Erano presenti i tifosi Giovanni Di Giorgio, Sergio Boda, Attilio Miglietta in rappresentanza del fratello Felice ex terzino nerostellato anni '50 nonché figlio di Pietro coriaceo difensore anni 20, Roberto Gusmano la piccola guizzante  ex ala destra anni '50, il signor Fanale in rappresentanza dei Boys e udite ...udite Massimo Ogliaro e l’avvocato Domenico Falanga per l’A.S.Casale Calcio”.
“A fine cerimonia al mio “grazie” per essere intervenuti mi ha molto colpito la risposta datami dall’avvocato Falanga: “Giancarlo, grazie di cosa? Barbesino era ed è tutt’ora dei nostri e pertanto  è stato un dovere intervenire alla funzione!” Come volevasi dimostrare ancora una volta s’è persa una buona occasione per meritarsi di essere eredi del ricordo di quei campioni che cent’anni orsono vinsero quello scudetto di cui solo a parole fa comodo vantarsi”.

Redazione On Line

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