Un'era nerostellata finisce. Da dove si ricomincia?

Un'era nerostellata finisce. Da dove si ricomincia?

fonte il Monferrato
Roma | 25/07/2013 — Non sono ancora giunte ufficialità da parte della Lega Nazionale Dilettanti e forse non ne arriveranno fino all’inizio di settimana prossima, ma dopo aver messo in fila tutte le notizie (e indiscrezioni) a nostra disposizione, sentiamo di poterci finalmente sbilanciare in modo pressochè definitivo sul futuro nerostellato: l’A.S. Casale Calcio s.r.l. vedrà respinta la sua iscrizione in Serie D e sarà pertanto radiato dai quadri federali.
QUALE FUTURO PER LA MAGLIA PIÙ BELLA DEL MONDO?
Ora diventa di assoluta e incombente necessità che il sindaco Demezzi (come recitano le norme della Federcalcio alla voce "mini-Lodo") prenda in mano la situazione con il giusto piglio, affinché al più presto possa partire un progetto nerostellato ex-novo, solido e duraturo. C’è poco tempo per organizzarsi e presentarsi in modo competitivo al via della prossima stagione (Eccellenza, Promozione o Prima Categoria che sia), ma soprattutto non ci pare vi siano ancora le idee chiare al 100% su come farlo. Sarebbe bene che entro questo fine settimana chi di dovere si incontrasse e stilasse un piano d’azione concreto. In teoria, sul tavolo di Demezzi potranno arrivare anche più progetti diversi, ma toccherà comunque al primo cittadino identificare il più credibile e affidargli la maglia più bella del mondo e la gestione del Natal Palli. In pole position, senza dubbio, c'è Giuseppino Coppo da Cellamonte e l'augurio è che possa agire in prima persona, insieme ai figli.
NON ISCRITTI PER 31MILA EURO?
Nel frattempo, il dovere di cronaca impone di ricapitolare le ultime evoluzioni di una vicenda assai triste. In sintesi, Paolo Di Stanislao avrebbe presentato un ricorso contro il mancato accoglimento dell'iscrizione in Serie D, ma nel farlo non avrebbe nuovamente soddisfatto le richieste della Co.Vi.So.D., in quanto anche dopo l'ultima scadenza di martedì alle ore 14, continuerebbe a mancare la fideiussione da 31mila Euro o un assegno circolare di pari importo. Un tentativo di mettere le cose a posto, forse tramite bonifico, potrebbe esserci stato, ma davvero non si capisce perché siano stati persi due mesi abbondanti quando in tasca non c'erano neppure i soldi per compiere agevolmente un'operazione non certo impossibile per chi si prefigge, perlomeno a parole, di gestire un club di calcio in Serie D.

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