INSULTI RAZZISTI

Fabiano Ribeiro

INSULTI RAZZISTI, SOSPESA CASALE-PRO PATRIA -FOTO

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Sabato 19 Gennaio 2013 - 21:50
TORINO - Un altro episodio di razzismo nel mondo del calcio e ancora una volta è coinvolta la Pro Patria.  A meno di tre settimane dall'amichevole sospesa tra la squadra di Busto Arsizio e il Milan che ha provocato la reazione rabbiosa di Boateng e compagni, con un'eco mondiale, un'altra avversaria della squadra lombarda decide di lasciare il campo di fronte a presunti insulti razzisti subiti dai suoi giocatori. Lo scenario è del tutto diverso e l'episodio appare di diversa portata, anche se tutto è ancora da valutare: in un incontro tra le formazioni giovanili della «Berretti» tra il Casale, padrone di casa, e la Pro Patria, un giovane giocatore di casa, Fabiano Ribeiro, avrebbe ricevuto un insulto razzista e subito dopo la squadre e lo staff tecnico nerostellato hanno deciso di non proseguire la partita, sospesa così nel primo tempo.

IL PROBLEMA IN CAMPO Questa volta quindi tutto si sarebbe svolto in campo, tra giocatori, ma la reazione della squadra di casa sembra confermare che forse è successo qualcosa di più grave rispetto a quanto avviene di solito durante una partita. Netto il giudizio del tecnico della formazione di casa, Francesco Latartara: «È ora di dire basta, così a mio avviso non si può più andare avanti», ha detto a caldo il tecnico che ha indotto i suoi a tornare negli spogliatoi. «Quello che è accaduto questa sera è un fatto grave e vergognoso, che va preso nelle sue giuste proporzioni - ha aggiunto Latartara - e lo è ancora di più se si pensa che è avvenuto all'interno di una partita giocata tra ragazzi. È tempo di dare un segnale forte considerato che già ci era capitato in precedenza di sentire insulti razzisti. Un fenomeno che va arginato». La società piemontese conferma che l'episodio «ha suscitato un profondo sgomento», ma «si riserva di appurare quanto accaduto al fine di adottare i provvedimenti necessari». Nel contempo, «stigmatizza l'accaduto e si rimette a quanto sarà deciso dalle autorità federali».

LA DIFESA DELLA PRO PATRIA La Pro Patria però si difende, escludendo che si sia verificato l'episodio razzista e rimanda alle decisioni del giudice sportivo, «sicuri che quanto accaduto verrà chiarito dagli organi competenti». Chi si muove intanto è la Lega Pro, che ha deciso di trasferire alla Procura federale gli atti relativi a quanto accaduto. «Se dall'inchiesta risultasse che si è compiuto un atto di razzismo, la Lega Pro prenderà tutti i provvedimenti necessari per condannare il gesto». «Tali comportamenti razzisti non possono essere più ammessi e tollerati - ha detto il presidente Mario Macalli - Andremo fino in fondo all'indagine, porteremo avanti una lotta senza quartiere, non sono questi i valori che il calcio e la società devono trasmettere».

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