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Casale, dopo la beffa il danno: 'Natal Palli' a porte chiuse fino al 31 ottobre, Buglio squalificato per tutto il 2012

Casale, dopo la beffa il danno: 'Natal Palli' a porte chiuse fino al 31 ottobre, Buglio squalificato per tutto il 2012

Mano pesantissima del giudice sportivo per il post partita con l'Entella. Squalificati anche sette giocatori, inflitti 20mila euro di multa

Dopo la beffa il danno. E il danno è enorme. Per i fatti successivi al pareggio dell’Entella, che è costato al Casale la qualificazione alla finale play off, il club nerostellato sarà costretto a giocare al ‘Palli’ a porte chiuse fino al 31 ottobre ed è stato inoltre multato di 20mila euro. Poi ci sono le squalifiche ai tesserati. Il tecnico Francesco Buglio non potrà sedersi su una panchina durante una gara ufficiale fino al 31 dicembre 2012. Tre giornate di squalifica per i giocatori Stefano Capellupo, Natale Gonnella e Gaetano Iannini. Due giornate per Davide Adornato, Michael Ciccomascolo, Alessandro Gambadori e Riccardo Taddei. Il giudice sportivo, come si temeva, ha attuato una mano pesantissima nel colpire il Casale, come si legge nel comunicato della LegaPro che riproduciamo in allegato.

Fra le motivazioni dell’obbligo di giocare a porte chiuse i primi due mesi del prossimo campionato (con evidente danno economico, si pensi solo alla campagna abbonamenti) ci sarebbe l’invasione di campo da parte di uno sparuto gruppo di tifosi. “Al termine della gara – si legge nel comunicato – una decina di sostenitori della società Casale scavalcata la recinzione entravano sul terreno di gioco dirigendosi verso gli ufficiali di gara e i calciatori della squadra avversaria con l’evidente intento di aggredirli”. E inoltre “gli stessi comunque riuscivano a raggiungere l’arbitro ed il IV ufficiale colpendoli con pugni alla schiena, con calci alla gambe e con violenti pizzichi alle braccia provocando agli stessi forte dolore ed ecchimosi”.

La squalifica al tecnico Francesco Buglio è motivata, sempre secondo il comunicato diffuso dalla Lega Pro “perché al termine della gara avvicinava l'arbitro e dopo avergli rivolto reiterate frasi offensive e minacciose tentava di aggredirlo, a ciò impedito dall'intervento di altri tesserati; lo stesso comunque insisteva nel suo atteggiamento gravemente offensivo verso l'arbitro fino all'ingresso negli spogliatoi, reiterandolo ulteriormente negli spogliatoi anche in momenti successivi”.

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